Ciao, sono Federico

Piacere, questo è il mio sito — ci sono delle informazioni su di me e poi un blog.

Io sono Federico Nejrotti, sono uno scrittore e attivista. Sono molto interessato a tutto ciò che riguarda l’internet governance e al momento vivo a Milano.

Lavoro per il centro per la cultura collaborativa cheFare, dove seguo le relazioni pubbliche ed istituzionali. Fino al 2018, sono stato editor-in-chief dell’edizione italiana di Motherboard.

Oggi, da freelance scrivo per magazine online e a volte faccio documentari. Mi piace parlare in pubblico durante conferenze e panel, quasi sempre di Mark Zuckerberg.

📋Qui c’è una lista dei miei articoli che ritengo carini.

📹Qui c’è una lista delle produzioni video a cui ho contribuito.

🎙️Qui c’è una lista degli appuntamenti a cui ho partecipato come speaker.

📬 Se vuoi parlarmi di quello che stai facendo o chiedermi di collaborare con te, scrivimi a federiconejrotti@gmail.com — se c’entra cheFare, scrivimi a federico.nejrotti@che-fare.com.

Ho fatto il mio primo Ask Me Anything — c’entra l’Unione Europea, il lobbying e anche la mia (non)università

Oggi è il mio compleanno e questa mattina, dalle 10 alle 12, sono stato ospite della comunità di Gambe.ro (il reddit degli informatici italiani) per un Ask Me Anything: si tratta di una sessione di domande e risposte il cui format è stato importato da reddit e in cui una persona X si mette a disposizione per X ore per rispondere alle domande degli astanti.

Per qualche motivo Simone Robutti (Chobeat), fondatore di Gambe.ro, mi ha chiesto di essere il primo di una lunga serie di Ask Me Anything della loro comunità. Lusingato e attonito ho accettato e il risultato è questa breve sessione pubblica di domande e risposte.

Ho raccontato un po’ il mio punto di vista su una serie di tematiche relative all’internet governance, ho spiegato da dove vengo (lol, dal Liceo Classico Vittorio Alfieri di Torino) e ho detto la mia sul lavoro necessario per fare sì che a qualcuno importi qualcosa di ‘sta pippa di Facebook che si mangia il mondo.

So che non è niente di eccezionale, ma per me è stato parecchio fico avere un angolino preposto all’espressione di una serie di mie opinioni che normalmente tiro fuori soltanto in maniera piuttosto passiva e non aperta al commento. Come si suol dire, son ben contento.

Il Manuale di Riparazione del Reale è una pubblicazione che parla di cacciaviti e resistenza

Ciao a tutti — che emozione, il primo post di questo blog. (sì, il blog è tutto da sistemare, lo so)

Nelle ultime settimane ho lavorato a una pubblicazione che parla del Movimento per il Diritto alla Riparazione dei dispositivi elettronici e di come i valori di questo Movimento possano essere anche necessità chiare ed urgenti di un Movimento di Riparazione del Reale, ovvero di ciò con cui interagiamo ogni giorno, delle relazione che ci circondano e della società che abitiamo, abilitiamo e subiamo.

Il Manuale di Riparazione del Reale include delle riflessioni teoriche, delle dichiarazioni da ‘manifesto’ e una serie di risorse pratiche — originale e tradotte — su cosa significhi riparare i propri oggetti e cosa serva farlo. Il Manuale è una pubblicazione aperta e periodicamente aggiornata che necessità del contributo di quante più persone possibili per poter esprimere, discutere e criticare i valori e le pratiche che rappresenta.

 

La prima versione del Manuale è stata scritta ed ultimata durante la mia permanenza alla residenza artistica ‘Scambio’ organizzata dalla Casa della Capra, sul lago di Mergozzo. Si tratta di una versione embrionale che non sarà pubblicata in forma digitale — invece, la versione digitale sarà pubblicata il 18 settembre su questo blog e sui soliti altri canali.

Dopo la fine della residenza artistica speravo avrei avuto più tempo per raccogliere, scrivere e tradurre gli ultimi contenuti che volevo inserire nel Manuale: non ho avuto quel tempo e non voglio pubblicare il Manuale prima che sia davvero pronto. L’introduzione alla pubblicazione, più simile a una sorta di ‘manifesto’ personale, ha incontrato l’interesse di davvero tante persone — molte più di quanto mi aspettassi. Per questo motivo, non voglio fare le cose male.

Per qualsiasi spunto, domanda o contributo è possibile commentare direttamente questo post o scrivermi una mail: federiconejrotti@gmail.com.

Ah, non mi sono dimenticato del server per Pleroma da realizzare con Raspberry Pi per un social network decentralizzato destinato a comunità locali: lo sto costruendo, è più complesso di quanto mi aspettassi e anche in questo caso lo voglio fare bene — presto scriverò un breve post per aggiornamenti a riguardo.